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4 gennaio 2005
Viale del Tramonto
Si recava al centro estetico piuttosto di frequente, con tanto di macchina ed autista. In realtà, non era mai felice di recarvisi, perché persino questo le costava fatica.
Per tutto il tragitto aveva la stizza tipica di chi sa che potrebbe fare a meno di simili leggerezze, perché è bello di natura.
Al suo ingresso, gli addetti erano un tripudio di sorrisi e complimenti. Eppure, si scorgeva in loro un senso di preoccupazione, dato dalla ben nota intrattabilità della cliente, nonché dalla figura assolutamente imperiosa di questa.
Occorreva un intero pomeriggio per l'intero trattamento e perché i responsabili del centro estetico potessero dirsi soddisfatti del loro operato. Quando l'autista tornava a prendere la padrona, era il primo a rimanere estasiato da tanta bellezza e maestosità.
Era talmente orgoglioso di quanto si presentava ai suoi occhi da invitarla, non appena aperta la portiera, a percorrere un breve tratto di strada a piedi.
In quei minuti, persino estranei e passanti occasionali le si avvicinavano, dispensando complimenti, omaggi e carinerie di ogni sorta.
Lei sembrava in parte compiaciuta, in parte insofferente a tutte queste attenzioni e le bastava muovere il fianco sinuoso per proseguire oltre, freddando i suoi ammiratori.
Sono passati anni da allora. I gusti sono cambiati e la gente preferisce bellezze di altro genere. Ma, soprattutto, i segni del tempo hanno inesorabilmente colpito anche lei.
Pure il centro estetico di fiducia non esiste più e l'entourage della nostra ha optato per un esercizio più vicino alla dimora della padrona, se non altro per costringerla a fare quattro passi di tanto in tanto, sottraendola al volontario esilio.
Proprio oggi il fedele autista l'ha portata, forse per l'ultima volta, al vicino centro di bellezza.
Il rituale, da un po' di tempo a questa parte, non ha più il sapore della frivolezza, ma della necessità: non si spera di riportarla ai fasti di un tempo, ma quantomeno di assicurarle un aspetto decoroso.
L'autista rifiuta tuttora l'idea che la sua padrona faccia ormai fatica a camminare e si ostina a non voler più prendere l'automobile, per farle fare almeno un po’ di moto.
In realtà, il percorso verso casa è risultato interminabile: lei sembrava non avere equilibrio e in più di una occasione ha sbandato verso un lato o l'altro della strada, come una qualsiasi ubriacona.
Ed anche quella leggera lacrimazione che aveva sin da giovane è ormai accentuatissima, tanto da farla apparire una battona di periferia a cui cola il rimmel.
La parte più dura è stata la scala che porta all'ingresso: persino l'autista in quel frangente si è arreso all'evidenza e, in un moto di profonda compassione, ha avvolto fra le sue braccia la padrona per renderle meno gravoso il definitivo rientro verso casa.
Pochi istanti più tardi, l'autista ha controllato se aveva commenti al proprio blog. La diva si è accasciata accanto alla ciotola dell'acqua, diffondendo peli ovunque e chiedendo null'altro che un po' di meritato riposo.
| inviato da il 4/1/2005 alle 23:31 | |
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